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Alleanza Nazionale - Circolo territoriale di Loano (SV) |
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Articoli Vecchi
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Dopo alcune vicissitudini spiacevoli l'amministrazione è felice di comunicare la riapertura del sito
http://www.futuremods.de/forum/showthread.php?t=5555
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Cronaca
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Dopo Roma.
Postato da mauro83 il Mercoledì, 06 dicembre 2006 ore 22:12 (433 letture)
Far parte di due milioni di persone non è un avvenimento che capita spesso nella vita.
Per questo il 2 dicembre 2006 entrerà nella memoria di tanti come evento straordinario insieme alla miriade di bandiere e cartelli goliardici fatti e pensati per l’evento.
Come avevo già scritto nel precedente articolo, è stata una manifestazione che contestava l’intera condotta politica del Governo. Io e i miei amici di Azione Giovani di Loano e di Savona abbiamo coniato slogan come ”Mastella l’ha insegnato, rubare e uccidere non è reato”, oppure “Compagno Bertinotti, tu dicci come fai a stare con i ricchi e noi con gli operai”,o ancora” Tasse, droga, immigrazione questa è la politica dell’Unione”, ”Per chi insulta i nostri caduti, 10 100 1000 sono gli sputi”.
Potrei continuare citandone molti altri. Come vedete sono slogan che non trattano solo della finanziaria, ma toccano anche ,e soprattutto ,temi sociali dimostrando che la CdL ha forti valori alle spalle. Il Premier inizialmente aveva sminuito l’evento, definendolo un corteo solo di “insulti e non propositivo”, ma quando molti esponenti della sua coalizione hanno riconosciuto l’imponenza della manifestazione ha accettato il 2 dicembre per quello che è stato davvero.
I giornali hanno definito la nostra manifestazione come interclassista e avanguardia del partito della libertà. Durante il corteo si respirava la voglia di stare insieme e di protestare per tornare ad un Governo davvero propositivo, liberale, riformista e sociale.
Non so se è stata “una rivoluzione culturale di destra” ,come ha scritto Renzo Foa dalle colonne del Giornale, ma sicuramente si è rivelata una manifestazione corretta non “populista” a rischio di deriva ideologica post-fascista, come invece prevedevano i giornali di sinistra come il Riformista. Abbiamo dimostrato di saper scendere in piazza civilmente e pacificamente. E’ vero, ci sono voluti dieci anni per avere una manifestazione con un numero di presenze degno di nota…Oh ma che numero!
Mauro83
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Tutti a Roma!
Postato da mauro83 il Mercoledì, 29 novembre 2006 ore 23:11 (392 letture)
Finalmente il 2 dicembre è alle porte...AN e Azione Giovani di Loano saranno a Roma per manifestare contro la condotta politica di questo Governo. Non protesteremo solo perché ci "toccheranno il portafogli" con la nuova finanziaria, ma anche, e soprattutto (per il nostro punto di vista), per quei provvedimenti che porteranno a degli stravolgimenti a cui non possiamo rimanere indifferenti. Un piccolo elenco ci rinfrescherà la memoria: -limiti minimi riguardanti la droga ritoccati dalla Turco; -i provvedimenti “politici” di Mastella, “Tutti fuori dalle carceri…e arrivederci”; -le iniziative dei “compagni” Ferrero e Caruso, come la stanza del buco,la chiusura dei CPA o la piantagione di marijuana nei vasi degli edifici Parlamentari, -le false liberalizzazioni di Bersani; -la sudditanza del Premier a partiti minoritari, che ci sbattono il copioso programma dell’Unione quando e solamente lo ritengono opportuno; -le manifestazioni dei partiti di maggioranza che protestano contro il Governo che ci rendono ridicoli e ci screditano agli occhi degli altri Paesi.
A questo vogliamo esprimere il nostro dissenso in modo concreto… Roma,2 dicembre 2006.
Mauro83
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Caro Mastella...
Postato da mauro83 il Domenica, 19 novembre 2006 ore 15:11 (377 letture)
In questi giorni il nome del Ministro Mastella è agli onori delle cronache. Il suo decreto legge sull’indulto ci lascia perplessi e con alcune domande; ad esempio:
-Se è stato varato per risolvere il sovraffollamento delle carceri, perchè non si è ricorsi al riutilizzo di strutture preesistenti già finanziate e ultimate presenti in giro per l’Italia?
-Che senso ha concedere l’indulto a migliaia di persone se poi questa “decisione politica” porta (dritti) alla paralisi dei processi?
-Questi provvedimenti non incrementano quel senso di illegalità che induce gli individui a concepire la legalità come valore superfluo?
A sottolineare la questione dei rallentamenti dei processi ci hanno pensato anche i magistrati. Infatti, questi hanno già avanzato la proposta di amnistia a chi ha beneficiato dell’indulto per non soffocare il già “ingolfato” motore giudiziario. Caro Guardasigilli, prima di prendere certe decisioni ci pensi due volte perché queste possono aizzare le ire dell’opinione pubblica e portarLa all’isolamento politico.
Mauro83
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Postato da mauro83 il Mercoledì, 08 novembre 2006 ore 19:11 (772 letture)
12 novembre 2006 Terzo anniversario della strage di Nassiriya
Il circolo vuole ricordare a tutta la cittadinanza, che domenica 12 novembre, alle ore 11, presso la chiesa di s. Giovanni Battista si svolgerà la S.S messa in suffragio ai caduti di tutti gli attentati succedutisi nella missione di pace irakena “Antica Babilonia”.
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Postato da mauro83 il Martedì, 31 ottobre 2006 ore 14:10 (818 letture)
7 RAGIONI PER DIRE NO La Finanziaria 2007 incide pesantemente sui redditi e sui diritti dei lavoratori dipendenti e pensionati in diversi modi TFR Ai lavoratori viene impedito di scegliere liberamente la destinazione del proprio TFR, che viene trasferito non già all’INPS bensì alla Tesoreria dello Stato, rendendo impossibile integrare la pensione pubblica. Previsto, inoltre, un ulteriore prelievo pari allo 0,30% a carico del lavoratore. CUNEO FISCALE La promessa di ridurre di 2 punti percentuali il prelievo sulla busta paga non è stata attuata. Le modifiche sull’Irpef che l’hanno compensata andranno a vantaggio di tutti i contribuenti, compresi professionisti e lavoratori autonomi. DETRAZIONI Il meccanismo articolato delle deduzioni, detrazioni ed assegni familiari ha modesti effetti economici e non riguarda tutti i lavoratori. TICKETS SANITARI Mentre non è stata prevista alcuna riorganizzazione della sanità e non sono stati previsti i riconoscimenti da tempo promessi ai lavoratori, ai cittadini vengono imposti pesanti tickets sanitari per le visite specialistiche e per le visite d’urgenza al pronto soccorso. Ciò graverà su lavoratori e pensionati, soprattutto se residenti in zone dove i servizi sanitari sono più carenti. Messa in crisi l’occupazione nella sanità convenzionata. COMUNI E REGIONI I forti tagli disposti sui trasferimenti dallo Stato agli Enti locali comporteranno da un lato una riduzione dei servizi pubblici e dall’altro sia l’aumento delle imposte locali (ICI ed IRPEF) autorizzate dalla finanziaria, sia l’imposizione di nuove imposte (tassa di scopo, tassa di soggiorno). SCUOLA Non sono state stanziate le risorse per il rinnovo del contratto scaduto nel 2005, mentre resta ancora irrisolto il grave problema costituito dalla regolarizzazione delle migliaia di lavoratori precari. Gli insegnanti, inoltre, saranno costretti a promuovere necessariamente una certa quota di alunni per meri motivi economici. PUBBLICO IMPIEGO Le risorse indicate per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego non sono sufficienti e non tengono conto del biennio scaduto nel 2006 da recuperare. Non esiste alcuna garanzia sulla partenza delle trattative. L’UGL E’ MOBILITATA PER EVITARE CHE DOMANI A PIANGERE SIANO SOLO LAVORATORI E PENSIONATI, QUELLI CHE PAGANO REGOLARMENTE LE TASSE ED I SERVIZI
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Quale futuro per Alleanza Nazionale?
Postato da mauro83 il Martedì, 31 ottobre 2006 ore 14:10 (410 letture)
Ospite Scrive " Loano,Venerdì 27 Ottobre, hotel Savoia, Campo Cadorna
ore 21,00.
Conferenza : " Quale futuro per Alleanza Nazionale ?"
Interverranno il dott. Mario Bozzi Sentieri ( giornalista e scrittore, presidente della Fondazione Cristoforo Colombo) e l'on. Eugenio Minasso ( coordinatore regionale di A.N.),
introduce Giampaolo Stradella ( presidente del circolo ).
Seguirà dibattito
Iscritti e simpatizzanti sono invitati ad intervenire"
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comunicato della VERA
Postato da mauro83 il Giovedì, 19 ottobre 2006 ore 15:10 (430 letture)
Ospite Scrive "Castel del Monte 16 ottobre 2006
La vergognosa Finanziaria di questo governo, nel caso in cui ancora alcuni non lo avessero capito è stata gonfiata di ben dieci miliardi di euro oltre la reale esigenza perché quei dieci miliardi di euro serviranno a pagare sottobanco tutti i sostenitori del governo Prodi e tutte le cooperative rosse che hanno votato questo governo di bolscevichi.
In Puglia la sinistra si comporta come altrove, cercando di attuare una lotta di classe atta a colpire la borghesia a solo vantaggio dei criminali che hanno appoggiato e appoggiano il governo Prodi.
Hanno colpito Farace per presunte facili assunzioni alla Camera di Commercio barese, ma come mai non si parla dei fondi che vengono elargiti alle coop a piene mani e senza controllo, perché non si parla della mafia d’appalti pugliese quasi esclusivamente i mano ad amministratori di sinistra, cosa che a quanto pare dura da anni senza che nessun organo di giustizia, stranamente, ci faccia caso. La borghesia di oggi, che non è assolutamente scomparsa deve prepararsi nolente o dolente ad una violenta guerra di classe perché questo lurido governo di comunisti vuole impoverire affamare le classi borghesi dirigenti a vantaggio dei criminali e dei terroristi suoi complici da sempre.
La storia insegna che quando la borghesia si arma è tempo di voltare pagina nella storia, e in questo momento contro questa infame proletarizzazzione impostaci dai nostalgici del regime sovietico si può solo combattere prima che ci riducano sul lastrico tutti quanti. Questo governo di merde che vorrebbe dirsi democratico è solo un governo comunista e bolscevico che con la scusa di combattere l’evasione fiscale degli elettori del centro destra vuole solo rubare soldi da passare ai terroristi che hanno appoggiato Prodi e compagni e adesso vogliono il loro alto tornaconto economico.
Gli espropri proletari che si stanno attuando da quando questo governo è al potere devono essere fermati e bloccati con forza e decisione immediatamente perché altrimenti la borghesia andrà senza mezzi termini alla guerra civile di liberazione visto e considerato che se il regime sovietico è caduto ad Est, non si capisce perché noi dovremmo sopportarcelo oggi qui in Italia. Questi comunisti infami sono purtroppo abituati ad uccidere gente solo per un fattore politico, basta gridare a qualcuno :- Fascista!- e subito dopo si è liberi di ucciderlo. Abbiamo al potere e sui banchi parlamentari assassini che hanno sterminato intere famiglie perché il partito comunista, i pidocchiosi partigiani, lo imponevano e poi sui libri di scuola hanno scritto che i partigiani erano eroi. I partigiani erano la feccia sociale, una massa di luridi vermi criminali che hanno ammazzato, stuprato, torturato e ucciso tutti quelli che avevano l’unica colpa di essere benestanti e questa vergogna ideologica la si riscontra ancora oggi in ogni ambito della vita sociale italiana e la cosa più grave consiste nel fatto che questo modo di agire lo si riscontra nuovamente nel governo di oggi.
I libri di scuola su cui abbiamo studiato erano falsi e faziosi, la storia in generale così come viene insegnata nelle scuole è altrettanto falsa e faziosa. La Costituzione scritta dai partigiani è per principio, antidemocratica e anticostituzionale perché fa di due pesi due misure. Questi crimini sociali e politici che in Italia si protraggono da un secolo devono finire e affinché in Italia si torni ad un regime giusto in cui la gente è libera di lavorare e credere in ciò che vuole, bisogna a questo punto sbarazzarsi dei bolscevichi. La guerra civile borghese deve avere lo scopo di riportare una vera libertà nel paese, continuare a farsi infinocchiare da questa massa di avventisti politici che oggi ricoprono le più alte cariche dello Stato è vergognoso, questi partigiani, razza di criminali da quattro soldi che hanno impedito costituzionalmente la formazione del Partito Fascista, che non hanno impedito invece il continuo crimine comunista, che hanno falsificato un referendum in cui gli italiani avevano votato per la maggior parte la Monarchia, devono pagarle adesso tutte insieme.
Per questo motivo la storia esige in questo momento una guerra civile borghese, per impedire alle autorità di sinistra di riempire le nostre città di criminali ed extracomunitari senza più nessun controllo. Basta guardare come sono ridotte tutte le città le cui amministrazioni sono di sinistra e centro sinistra, sono diventate degli immensi letamai senza più controllo, dove i cittadini italiani continuano ad essere quotidianamente vessati senza che le Forze dell’Ordine possano intervenire perché hanno legato le mani anche a loro. Questa gentaglia comunista è pericolosa e bisogna liberarsene immediatamente, ricorrere ad una guerra civile è un gesto estremo ma cosa c’è di più estremo della vergognosa situazione economica e sociale che questi governanti ci impongono di vivere?
Questi schifosi ministri si sono alleati col terrorismo comunista e con quello islamico per poter sedere sulle poltrone del potere e la caccia agli evasori fiscali che stanno organizzando, degna dei peggiori regimi comunisti, quelli che hanno sempre affamato i popoli, è degna di una stupidissima caccia ai fantasmi visto che se davvero avessero voluto recuperare denaro sporco ed evaso avrebbero incominciato con le loro cooperative.
E poi pagare sopra i cento euro con gli assegni? E se uno non ha un conto in banca perché costa troppo osa deve fare, non potrà acquistare più niente o deve pagare con assegni falsi? Questo governo è un governo di immani teste di cazzo e quelle teste di cazzo devono cadere repentinamente se vogliamo salvare la pelle a noi stessi e alle nostre famiglie.
Il Principe
Statuto Gualtieri
Gli Stati Maggiori della VERA "
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Referendum: esito negativo, perché?
Postato da mauro83 il Giovedì, 29 giugno 2006 ore 09:06 (515 letture)
Eh si, anche il referendum è “andato”. Il raggiungimento del quorum in questa consultazione popolare non era previsto, ma grazie a mille appelli la maggioranza dell’elettorato (53.6%) si è mobilitato e ha espresso il proprio giudizio. Purtroppo il “no” hanno vinto con il 61.7% a dispetto del “sì” che hanno raggiunto il 38.3%. Forse sarà la mancanza di comunicazione o l’incapacità d’interazione da parte di chi aveva il compito di spiegare le molte ottime modifiche alla seconda parte della Costituzione (quelle che riguardano gli ordinamenti dello Stato). Così per ringiovanire la nostra logora “carta di riferimento legislativa” dovremo aspettare chissà quanto. Tutti i commenti dei rappresentanti dei partiti politici dopo l’esito del voto hanno chiaramente fatto capire che il quesito referendario era lo strascico della campagna elettorale delle politiche e non di una scelta di schieramento in uno dei due comitati sostenitori. In particolare modo una parte (indovinate quale?) ha parlato di “scampata spallata della minoranza” e del fallimento del tanto odiato nemico Berlusconi. Questo dovrebbe far intendere, ancora una volta e se ce né fosse ancora bisogno, che l’attuale maggioranza (quella che in questi giorni ha dimostrato d’essere tutto fuorché una “Unione”) ha un unico obbiettivo: non amministrare, ma impedire al Berlusca di ritornare alla “cadrega” di Capo del governo e di smontare ogni tentativo di ribalta del progetto governativo della CdL. Grazie ai coordinamenti della CdL locale, il sì al referendum ha vinto in Lombardia, in Veneto, nella provincia di Imperia e, con grande soddisfazione di chi scrive,anche a Loano. Ancora una volta la nostra città si merita la nomina di “isola felice” avendo portato il “sì” ad avere oltre la maggioranza dei voti (56.15%), avendo condotto alle urne il 59.3% degli aventi il diritto di voto (incredibilmente soprattutto uomini!). Questo risultato conferma l’ottimo lavoro che la destra loanese ha fatto già per le elezioni comunali e che continuerà a fare. Oltre a rispecchiare la nostra presenza sul territorio, questo ultimo ed ennesimo risultato positivo locale, deve far riflettere quei nostri colleghi, in provincia e in regione, che si ostinano a seguire “politiche di palazzo” disinteressandosi dei consigli o opinioni della popolazione cittadina che chiede solamente di essere ascoltata. Nel resto del territorio il “no” ha vinto perché molte persone non sapevano cosa e per quale motivo si svolgeva il referendum. Fare politica locale significa anche essere disponibili a informare le persone che vogliono conoscere ciò che accade intorno a noi e non solamente candidarsi alle elezioni di turno o chiedendo il voto per uno sconosciuto.
Mauro.
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legalizzare i partiti
Postato da mauro83 il Giovedì, 29 giugno 2006 ore 09:06 (658 letture)
Ospite Scrive "Caro Cittadino, Ti ricordi della campagna referendaria promossa da Segni per il maggioritario? Una battaglia entusiasmante e piena di speranze e di rinnovamento che mobilitò, come succede raramente nella storia di una nazione, tutta la società civile e diede via ad una stagione di regole. La vinsero milioni d’elettori italiani che votarono per l’abolizione del proporzionale e contro la partitocrazia. La mia scelta di partecipare attivamente come unico esponente del MSI ai comitati referendari con “Italiani per le Riforme” mi costò la seconda espulsione dal partito (la prima nel ‘72 quando avevo fondato la Maggioranza Silenziosa assieme ad altri amici). In seguito, dimenticando i torti subiti, partecipai con “ Italiani per le Riforme” alla costituzione a Fiuggi d’Alleanza Nazionale, di cui sono tuttora dirigente nazionale. Al primo congresso d’AN a Milano, del 1995, presentai una mozione, approvata all’unanimità da tutti i congressisti che auspicava la nascita di un unico partito di centrodestra e l’adozione delle primarie per la scelte dei candidati da presentare nei collegi elettorali. Al contenuto della mozione aderirono in seguito molti parlamentari del Polo della Libertà. L’iniziativa, che all’inizio suscitò l’interesse di personalità del mondo della cultura e della politica, fu contemporaneamente vista con sospetto dai vertici dei partiti che si sentivano esautorati dal loro potere di decidere i candidati da far correre nei vari collegi elettorali. A distanza di tanti anni bisogna prendere atto che quella vittoria contro la partitocrazia è stata tradita e persa. Se in un primo momento sembrava che la partitocrazia a seguito delle sconfitte referendarie si fosse arresa, in seguito quest’ultima ha saputo recuperare ed addirittura trasformarsi in potere oligarchico, eliminando gradualmente tutta una classe dirigente non disponibile ad iscriversi “ alle scuole di sottomissione servile”.
Gli anni della stagione delle regole, riduzione delle preferenze (1991), sul “maggioritario” (1993) l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (1993), sono stati cancellati brutalmente. Lo dimostra la nuova legge elettorale per la elezione dei membri del Parlamento nazionale che di fatto dà il potere alle nomenclature dei partiti di nominare prima delle elezioni, senatori e deputati; lo dimostra il fatto che oggi viviamo in un sistema partitocratrico senza i partiti, dove le oligarchie partitocratriche sono diventate, poco alla volta, delle associazioni che occupano ad uso privato il potere e le istituzioni. Come reagire di fronte ad un quadro cosi desolante? Al fatto che i vertici dei partiti politici se ne fregano della democrazia interna, della volontà popolare, dei risultati referendari . Siamo ancora in tempo a fermare il declino morale ed etico che sta attraversando il nostro sistema politico? Io voglio illudermi che ciò sia possibile. Il vero problema della legittima rappresentanza democratica lo avevano già individuato i sociologi del primo novecento ( Pareto, Mosca, Ostrogorski, ecc.) e in seguito nel 1946, durante i lavori dell’assemblea costituente tutti, giuristi e politici, si posero fin dall’inizio la questione di come definire il ruolo dei partiti politici per scongiurare il rischio di “autoritarismo partitico” che avrebbe indebolito lo Stato. Il ruolo del partito politico e la sua disciplina costituzionale fu discusso a lungo nel corso dei lavori della prima Sottocommissione per la Costituzione, il 19 e 20 novembre 1946. Il prof. Mortati fu il primo a sostenere l’importanza di inserire la regolamentazione giuridica del partito politico nella Costituzione. La sua proposta dovette essere ritirata a seguito della rottura dei rapporti tra DC e Socialcomunisti. Successivamente vi sono state varie iniziative tendenti a disciplinare la natura giuridica del partito politico: negli anni 50 Giuseppe Maranini, Mario Paggi, Ignazio Silone, Don Sturzo ecc. Recentemente vi sono state le proposte di legge, mai discusse, presentate da parlamentari di diversa provenienza politica: Democratici di sinistra on. Mancina, Democratici (per Prodi) on.Veltri, AN sen. Pace, UDC-PRI senatori Compagna e Del Pennino, Ulivo sen. Bassanini, Mancino, Amato. Caro Cittadino, La gara a chi è più ladro, quello di destra o quello di sinistra non mi ha mai entusiasmato. Credo che anche alla gente comune questo non interessi più di tanto, salvo fargli dire “tanto sono tutti uguali” e quindi allontanarli dalla politica con grande compiacimento degli oligarchi. E’ mia volontà impegnarmi a far riemergere quella "società consapevole, responsabile, di sani principi e ideali”, quella Maggioranza Silenziosa (composta da gente comune, politici, giornalisti, uomini di cultura, costituzionalisti….), che ha capito la gravità del momento e che vuole attuare quelle soluzioni, ormai da tempo note ma mai messe in opera, che porterebbero ad una implicita moralizzazione dell'intero paese. Aiutaci a far conoscere queste iniziative trasversali di cui la prima avrà come slogan: Legalizziamo i partiti!
Luciano Buonocore
Email:legalizziamoipartiti@fastwebnet.it
"
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Referendum: votare sì senza se e senza ma.
Postato da mauro83 il Martedì, 20 giugno 2006 ore 12:06 (761 letture)
Il 25-26 giugno saremo chiamati ad esprimerci, attraverso il referendum, sulla riforma della Costituzione approvata dal centro-destra. Non è oggettivamente un referendum facile. A differenza di altri appuntamenti referendari, qui non si tratta infatti di esprimersi pro o contro un principio (divorzio, aborto, sperimentazione sulle cellule staminali). La riforma tocca infatti una porzione consistente dell’impianto costituzionale, modificando cinquanta articoli della seconda parte della vecchia Costituzione. Rimandiamo quanti vogliono approfondire la materia al sito www.sivotasi.it. In estrema sintesi fissiamo alcuni punti fermi, utili per orientare i dubbiosi. • Per quanto vasta la riforma non tocca i diritti fondamentali contenuti nella prima parte della Costituzione. Nessun pericolo perciò per la “tenuta democratica” del Paese – come paventano certi criticoni in mala fede. • Confermare le riforme significa confermare la volontà di proseguire il cammino riformatore contro chi vuole impedire ogni rinnovamento. • La devoluzione non fa altro che mettere ordine nella complessa materia delle competenze trasferite dallo Stato alle Regioni, con lo Stato che tutela l’interesse nazionale, garantendo a tutte le Regioni le stesse opportunità. • Si arriva finalmente all’elezione diretta del Capo del Governo (così come è per il Sindaco, il Presidente della Provincia ed il Presidente della Regione) dando più stabilità al governo, ma anche evitando i famigerati “ribaltoni”. Con la nuova Costituzione infatti solo la stessa maggioranza potrà indicare un nuovo premier. • Si uscirà dal vecchio sistema delle Camere fotocopia, riconoscendo alla Camera dei deputati competenza sulle questioni dello Stato e al Senato quello sulle questioni regionali. • Diminuirà il numero dei parlamentari (meno 177). • Verrà riconosciuto il principio del “federalismo fiscale”, attraverso il quale la maggior parte delle entrate andranno direttamente agli Enti Locali e alle Regioni. Alla fine il risultato sarà uno Stato più snello, più autorevole, più vicino ai cittadini. In definitiva: un buon motivo, il 25-26 giugno, per votare “sì” senza se e senza ma.
Mario Bozzi Sentieri
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